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Daniele Gorret

Dalla vita

Collana: Lietocolle
Anno: 2023
Nr. Pagine: 116
Isbn: 9788893820080

La linfa grezza della parola sale per capillarità alla compiutezza del racconto, in un processo che si distingue per eleganza e musicalità.

12,00

 


Prefazione di Augusto Pivanti

 

Daniele Gorret è un albero formidabile. La circostanza è testimoniata dall’adesione – per la sua intera produzione letteraria, in poesia quanto in prosa – ai principi naturali che consentono la vita vegetale; e che Gorret sia uno scrittore green ‘ante litteram’ lo si rintraccia addirittura nella sua opera prima, Sopra campagne e acque uscita da Guanda nel 1984, in tempi non sospetti sul piano della sensibilità ambientale. Non v’è opera dell’autore – nell’ormai amplissima sequenza dei suoi scritti – che non abbia origine dalle radici, e da queste veda trasferirsi le verità narrative a un apparato verde capace di proseguirne e completarne la storia: la linfa grezza della parola sale per capillarità alla compiutezza del racconto, in un processo che si distingue – in Gorret – per eleganza e musicalità.

 

Più di tanti umani con gli occhiali
con i loro occhi e cannocchiali,
più di tanti di loro (e di ciascuno d’essi),
è la betulla a sporgere il suo capo:
capo di foglie vivido nel cielo.
Vede diverso da umani la betulla:
vede in maniera bella, complicata,
da vegetale qual è, vede più chiaro…

 

Daniele Gorret (Aosta, 1951) esordisce come narratore nel 1984 con Sopra campagne e acque (Guanda) cui ha fatto seguito una quindicina di testi in prosa: fra questi, All’Occidente inargentato (Il lavoro editoriale, 1987), La perfetta letizia (Sestante, 1992), Avventure di vita e avventure di morte di Silvano Ligéri (Manni, 1998), Eventi in un giorno di Emilio Tissot (Mobydick, 2000), Venticinque maniere per morire (End, 2006), la trilogia dedicata al personaggio di Anselmo Secòs (Malattie infantili, Pendragon, 2010; Errori giovanili, 2015 e Disinganni senili, 2018, entrambi pubblicati da Pequod) e Le contemplanze (2021, ancora Pequod). Negli ultimi anni sono apparsi anche i suoi libri in versi fra i quali Ballata dei tredici mesi (Garzanti, 2003), Cantata di Denaro (Mobydick, 2006), L’Italia illustrata (Ananke, 2007), Crocefissi (Mobydick, 2007), Compendio di Retorica (Campanotto, 2008), Libro dell’amante e dell’amato (Joker, 2009), Che volto hanno (LietoColle, 2011, Premio Il Meleto-Guido Gozzano), Quaranta citazioni per Anselmo Secòs (LietoColle, 2015, Premi Carducci e Rubiana-Dino Campana), Delle verità (Manni, 2021) e Carni (Pequod, 2021). Suoi racconti sono apparsi nelle antologie Narratori delle riserve (Feltrinelli, 1992) e Racconti italiani del Novecento (Meridiani Mondadori, 2001). È autore dei testi teatrali Collasso (Flussi, 1999) e Carie (L’Obliquo, 2000) e del radiodramma Due. Studioso dell’Alfieri cui ha dedicato due saggi. Intensa la sua attività di traduttore di classici francesi del Sette e del Novecento da Sade a Céline, Gide, Caillois, Malraux, Blanchot.