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Marco Ceriani

Apici dei laconici

Collana: Poesia
Anno: 2026
Nr. Pagine: 245
Isbn: 9791259972668

20,00

Accolta e sostenuta fin da subito da Giovanni Raboni, la poesia di Marco Ceriani da più di trent’anni non finisce di stupire e turbare i suoi lettori attraverso il mistero e il fascino della sua radicale alterità rispetto al panorama poetico contemporaneo. Difficile? Oscura? Semmai aperta, generosa, disponibile, non alla dispersione di un senso ma alla moltiplicazione di tutti i significati possibili. Come essere ai piedi di una torre antica, una Babele che giunge non al seguito di una punizione ma alla fine di un percorso di riconoscimento, e svela l’irriducibile individualità di ognuno. E così risalendo con pazienza l’erta che conduce al cielo impossibile il lettore può comunque gustare come frutti, dolci o aspri al gusto, lisci o ruvidi al tatto, i suoni di una lingua che dice più di quello che sembra non voler dire. E se nell’andare capitasse l’inciampo di una pietra che ingombra il cammino può essere il premio di una sosta per riguardare il percorso fatto e ricucire i frammenti di senso persi e trovati per via. La metafora è il bel velo che ognuno scopre al modo e al tempo che il cuore gli comanda.
Nel contesto dunque di un percorso di assoluta originalità, si ripubblicano in questa occasione due tra i libri più importanti e apprezzati (ma da molti anni non più disponibili) della produzione poetica di Ceriani, Lo scricciolo penitente (2002) e Memorirè (2010), seguiti da una silloge di inediti che appartiene a quella stagione di ricerca, incentrata sulla metrica chiusa e sul verso lungo, dal passo prosastico ma attraversato dai bagliori di una polvere che pare, ed è, oro fino. Il testo inedito di Raboni pubblicato in coda vale come autorevole testimonianza di lettura e come rilancio di un dialogo che non si chiude.

Marco Ceriani, nato a Uboldo nel 1953, dove tuttora vive, ha pubblicato diversi libri di poesia. Prima dei due qui raccolti, si ricorda Sèver. Sempre sotto il patrocinio del poeta milanese prese avvio la vasta opera di traduzione del poeta cèco Vladimír Holan sfociata nell’antologia Il poeta murato (Roma, Fondo Pier Paolo Pasolini, 1991).

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