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Virgilio Giotti

Appunti inutili

a cura di Simone Volpato
Collana: VentoVeneto
Anno: 2025
Nr. Pagine: 92
Isbn: 9791259970442

Appunti, annotazioni, schegge che Giotti ritiene inutili perché non riporteranno in vita i suoi due figli.

€14,00

Scritti tra il 1946 e il 1955 e usciti postumi nel 1959 per le Edizioni dello Zibaldone, gli Appunti inutili sono la registrazione di stati d’animo dello scrittore, duramente messo alla prova dalla quotidiana fatica dell’esistenza e soprattutto dalla morte, in guerra, di entrambi i suoi figli. Il diario si apre proprio con la notizia della scomparsa dell’amato Paolo (anche lui artista) in Russia, la terra di sua madre: stritolato tra due patrie, dice Giotti. Da quel giorno, in una Trieste onirica – simile a L’isola dei morti di Arnold Böcklin – si aggira come un disperso-disperato il cuore di Virgilio Giotti. Trieste è viva: vi sono il mare azzurro, la bora, i saliscendi delle vie; le rive sono piene come i caffè; la natura è rigogliosa. Giotti incontra Silvio Benco, Umberto Saba, la Pittoni, i Dolfi; trova una vecchia gatta, qualche uccellino; si sente osservato da una giovanissima fanciulla; mangia e dorme a casa con la sua vecchia moglie. Dunque, è fisicamente vivo; ma il suo cuore e la sua mente sono immerse in giornate di pieno deserto. Si sente come un fantasma, o meglio: come un morto che si aggira nelle stanze e nella città. Non esiste più il Giotti padre, marito, poeta, pittore. Ha smesso di piangere.

Virgilio Giotti (Trieste, 1885-1957) ha elevato il dialetto triestino a lingua poetica. La prima silloge, il Piccolo Canzoniere in dialetto triestino, è del 1914; ha pubblicato poi Il mio cuore e la mia casa (1920), Caprizzi, canzonete e stòrie (1928), Liriche e idilli (1931), Colori (1943) e Sera (1948). Nel 1952 Pasolini lo inserisce nell’antologia Poesia dialettale del Novecento; nel 1957 ottiene il Premio Feltrinelli, assegnato dall’Accademia dei Lincei. Ha pubblicato per le Edizioni dello Zibaldone di Anita Pittoni ed è stato la mente artigiana della private press della Libreria Antiquaria Umberto Saba.

a cura di Simone Volpato: con la sua libreria antiquaria Drogheria 28, da dodici anni ha riportato Trieste al centro dell’antiquariato librario. Ha ritrovato le biblioteche scomparse di Italo Svevo e di Carlo Michelstaedter; ha studiato il Saba libraio e il carteggio con Bobi Bazlen.

 

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