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Orfeo Lorenzon

Casa Granda

Collana: Carvifoglio
Anno: 2022
Nr. Pagine: 176
Isbn: 9791259970589

13,00

La vicenda si colloca lungo le rive del Sile, il più lungo fiume di risorgiva d’Europa che non sfocia più in laguna da quando i veneziani l’hanno deviato. Più precisamente tra il Sile e la Pentìa. Proprio con un bagno tra le canne di una sua pozza inizia l’avventura di Nesto e Dele che si trovano, si perdono e si ritrovano cercando insieme di affrancarsi dalla sorte di miseria che il destino ha loro riservato fin dalla nascita.

Acquistabile in prevendita, in libreria dal 12 ottobre

Carvifoglio, 12

In un fazzoletto di terra un gruppo di persone dipana la fatica della propria esistenza tra due guerre e una dittatura. La vicenda potrebbe svolgersi in gran parte del mondo agricolo della prima metà del XX secolo ma si colloca lungo le rive del Sile, il più lungo fiume di risorgiva d’Europa che non sfocia più in laguna da quando i veneziani l’hanno deviato. Più precisamente tra il Sile e la Pentìa, uno dei tanti fossi di scolo che vi portano l’acqua. Proprio con un bagno tra le canne di una sua pozza inizia l’avventura di Nesto e Dele che si trovano, si perdono e si ritrovano cercando insieme di affrancarsi dalla sorte di miseria che il destino ha loro riservato fin dalla nascita. La loro storia si intreccia con quella di numerosi altri personaggi spaziando tra Venezia e l’America Latina, tra Milano e la campagna romana, luoghi, tra i tanti, dove è d’obbligo spostarsi alla ricerca di un lavoro che allontani la fame. Come naturale diventa l’irrompere della Grande Storia che, da Caporetto alle guerre d’Africa e di Spagna al precipitare della seconda Guerra Mondiale, arriva a stravolgere esistenze già provate dalla fatica. Riusciranno Nesto e Dele a sopravvivere a vicende immensamente più grandi di loro e a scrollarsi di dosso la sporcizia, il sudore e l’odio che li aveva travolti e allontanati? Con la fine della guerra inizia la scomparsa del mondo dove erano nati e diventati adulti. E ricordando quanto narrato da Gershon Scholem e riportato da Giorgio Agamben ne Il fuoco e il racconto possiamo dire che quando tutto un mondo finisce e la vita di un popolo scompare, quando non sappiamo più accendere il fuoco, né recitare le preghiere, né conosciamo il posto nel bosco, non rimane che raccontare la storia. In questa storia la narrazione procede attraverso una pluralità di voci e di timbri come se i personaggi fossero ancora legati all’oralità dei racconti nelle stalle, nelle osterie, nei sagrati delle chiese e si risolve, con un intreccio armonioso, nell’esecuzione di un rapsodico canto corale.

 

Orfeo Lorenzon nato vicino a un’ansa del Sile, fiume al quale rimane legato, ama osservare le persone e la natura. Raccoglie storie, soprattutto quelle non dette a voce alta, e le racconta utilizzando varie modalità espressive. Preferisce le vite delle persone che spesso subiscono la grande Storia ma che, altrettanto spesso, ne sono le protagoniste. Ama ascoltare più che parlare e quando non può farne a meno scrive. Con Lucia Papa ha scritto e pubblicato sulla rivista «Insegnare» la fiaba L’isola della gente senza parole. Le storie di Casa Granda erano state salvate ancora prima e messe al sicuro in un cassetto.

Illustrazione di Simone Cortello