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Nicola Chiaromonte intellettuale cosmopolita

a cura di Cesare Panizza
Collana: Intrecci. Saggi di storia
Anno: 2025
Nr. Pagine: 240
Isbn: 9791259971685

In Nicola Chiaromonte intellettuale cosmopolita studiosi di generazioni e formazione differenti indagano la poliedrica figura di Nicola Chiaromonte, ponendo particolare attenzione alla dimensione politica del suo pensiero.

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In Nicola Chiaromonte intellettuale cosmopolita studiosi di generazioni e formazione differenti indagano la poliedrica figura di Nicola Chiaromonte, ponendo particolare attenzione alla dimensione politica del suo pensiero. Il libro intende innanzitutto sottolineare il contesto transnazionale in cui esso prese forma, a seguito di un duplice esilio prima in Francia, negli anni del fascismo, poi negli Stati Uniti, durante la Seconda guerra mondiale. Formatosi nella “cultura della crisi” degli anni Trenta, muovendo dalla riflessione attorno alle tragedie dell’Europa fra le due guerre – l’avvento delle ideologie e dei regimi “totalitari”, la Seconda guerra mondiale – Chiaromonte si avviò lungo un percorso di ripensamento delle categorie politiche della contemporaneità, che prefigurasse una uscita di sicurezza dalle aporie del Novecento. Nella ricerca di un equilibrio possibile fra politica e cultura, incarnò una particolarissima forma di conciliazione fra assunzione di responsabilità e preservazione dell’autonomia intellettuale. Ne derivò una postura impolitica, che nutrì un’originale capacità di sguardo sulla società e che lo avvicinò ad altre grandi personalità intellettuali del suo tempo, da Albert Camus – di cui fu intimo amico – ad Hannah Arendt, da Dwight MacDonald a Ignazio Silone, ad Andrea Caffi. “Di casa” – come egli stesso disse – a New York come a Parigi o a Roma, Chiaromonte fu del resto al centro di una fitta trama di relazioni intellettuali – non riducibili alla sola esperienza del Congresso per la Libertà della Cultura – svolgendo un importante ruolo di mediazione fra la cultura italiana e quella internazionale, ma anche fra le due sponde dell’Atlantico e, più sotterraneamente, nell’Europa partita in due dalla guerra fredda.

Nicola Chiaromonte (Rapolla 1905 – Roma 1972), saggista e critico teatrale – prima de «Il Mondo» di Mario Pannunzio, poi de «L’Espresso» – è un intellettuale anomalo nella tradizione italiana. Formatosi a Roma nella cerchia del filosofo Adriano Tilgher,
entrato in contatto con la cospirazione antifascista di Giustizia e Libertà, nel 1934 fu costretto a stabilirsi in Francia. Dal 1941 al
1948 visse a New York, dove partecipò attivamente al dibattito interno agli intellettuali statunitensi collaborando alla rivista libertaria di Dwight MacDonald, «politics». Rientrato in Italia, fondò nel 1956 assieme all’amico Ignazio Silone la rivista «Tempo presente».

Cesare Panizza è docente a contratto di Storia contemporanea presso l’Università del Piemonte Orientale. È autore di una biografia di Nicola Chiaromonte (Nicola Chiaromonte. Una biografia, Donzelli, 2017) e ne ha curato varie antologie di scritti. È
il presidente dell’Associazione Amici di Nicola Chiaromonte. Ha recentemente pubblicato Amicizia e politica. Mario Levi e Renzo Giua nella cospirazione antifascista (Pacini, 2023).