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Carlo della Corte

Di alcune comparse, a Venezia

Collana: VentoVeneto
Anno: 2021
Nr. Pagine: 328
Isbn: 9791259970251

18,00 17,10

Disponibile

Un grandioso affresco sulla Venezia dell’entre-deux-guerres che sembra costituire con I mardochei, edito nel 1964, un dittico incentrato sulla memoria di una città iscritta nel disegno mutevole dei suoi palazzi che si riverberano sull’acqua trascinando, nel loro irrimediabile disfacimento, i protagonisti di pagine incantevoli e sulfuree.

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curatela e introduzione di Pasquale Di Palmo

Il sorprendente romanzo Di alcune comparse, a Venezia, originariamente pubblicato da Mondadori nel 1968, non è più disponibile dal 1979, data in cui venne ristampato negli Oscar con l’introduzione di Luigi Baldacci e la stessa copertina riproducente le fattezze spigolose del Papà Hirsch di Kokoschka. Si tratta di un grandioso affresco sulla Venezia dell’entre-deux-guerres che sembra costituire con I mardochei, edito nel 1964, un dittico incentrato sulla memoria di una città iscritta nel disegno mutevole dei suoi palazzi che si riverberano sull’acqua trascinando, nel loro irrimediabile disfacimento, i protagonisti di pagine incantevoli e sulfuree. E sarà proprio con questo libro, animato da uno stile godibile e ricercato – ma senza alcun compiacimento – che si riscontra il momento più estroso e propositivo di Carlo della Corte, in cui si muovono personaggi tragicomici sotto cieli che incombono, presaghi di tempesta, come quelli di Tintoretto. In queste pagine è infatti possibile incontrare, come recitava la bandella dell’edizione originale, «la sfrontata impudicizia di un Baffo, la nostalgia di un Giustinian, il gaio realismo di Goldoni assieme ai deliri del Baron Corvo».

 

Carlo della Corte poeta, narratore e saggista, nasce nel 1930 a Venezia, città dove esercita la professione di giornalista presso la sede della RAI. Dopo l’esordio poetico con Cronache del gelo (Schwarz, 1956), pubblicò svariate raccolte, tra cui Versi incivili (Mondadori, 1970). Sul versante narrativo numerosa è la sua produzione che annovera romanzi di rilievo come I mardochei (1964), Grida dal palazzo d’inverno (1980), Germana (1988), tutti editi da Mondadori. È amico di Fellini, Sereni, Noventa, Valeri e Zanzotto. Si interessa di fumetti, cinema e fantascienza. Scompare nel 2000 al Lido di Venezia. Considerato il suo romanzo più importante, Di alcune comparse, a Venezia fu originariamente pubblicato da Mondadori nel 1968 nella collana «Narratori italiani» e ristampato negli Oscar Mondadori nel 1979, con un’introduzione di Luigi Baldacci.


Pasquale Di Palmo (Venezia, 1958), poeta, critico, saggista, traduttore e consulente editoriale, ha curato l’antologia poetica Il cauto emblema di Carlo della Corte (Il Ponte del Sale, 2021). Ha pubblicato i saggi I libri e le furie (Joker, 2007), Lei delira, signor Artaud. Un sillabario della crudeltà (Stampa Alternativa, 2011), Venezia. Nel labirinto di Brodskij e altri irregolari (Unicopli, 2017) e Le bonjour de Robert Desnos (MC Edizioni, 2020). Tra le raccolte poetiche si menzionano Trittico del distacco (Passigli, 2015) e La carità (Passigli, 2018). Collabora all’inserto culturale Alias del quotidiano «Il Manifesto». Dirige la collana poetica «Gli insetti» di MC Edizioni.

E sarà proprio con questo libro, animato da uno stile godibile e ricercato – ma senza alcun compiacimento – che si riscontra il momento più estroso e propositivo di Carlo della Corte.