Dico di te
Collana: LietocolleDico di te va ad affiancare altre memorie di poeti che hanno dichiarato l’incontenibilità del bene per la propria madre.
€12,00
con immagini di Laura Daddabbo
Dico di te va ad affiancare altre memorie di poeti che hanno dichiarato l’incontenibilità del bene per la propria madre: dalla Mater dolcissima (così la nomina Quasimodo) alla supplica pasoliniana in esergo alla silloge, dal rapido sospiro della madre di Ungaretti al coro delle coturnici per la mamma del Nobel Montale, dalla luziana eterna margherita passando per la preghiera del Saba (ieri in tomba obliata, oggi rinata / presenza,). Ma il privilegio di includere l’Eterno femminino – così titola il potente e delicato progetto fotografico di Laura Daddabbo – rappresenta un valore aggiunto per quest’opera, dove “poesia e immagine appaiono come le declinazioni di una fonte comune dalla quale possono generarsi vicendevolmente e appartenersi”.
(Dalla prefazione di Augusto Pivanti)
Sorridevi di pura gioia
i.
Questo tempo che arde le menti,
in cui ognuno gioca a rimpiattino
con la consapevolezza degli altri
come fossero bandiere,
pedine di un assalto.
Tu coi tuoi giorni fedeli, sereni
stavi seduta dirimpetto al cielo.
Avevi imparato il giusto della vita,
e più che in giochi di parole
lo dispensavi in misurati gesti
ii.
Sorridevi di pura gioia,
anche quando la sofferenza
del corpo era un peso stremante,
avevi in mente con precisione
la tua missione, la parabola
di vita da ricordare ogni giorno,
ogni primo mattino
in cui ti alzavi presto,
guadagnavi le ore più preziose
con la dolce prudenza di ragazza
nata per essere madre a vita
Fabrizio Cavallaro è nato a Catania (dove vive, in provincia) nel 1967. Ha pubblicato alcune raccolte di versi, tra cui Latin lover (Prova d’autore, 2002, prefazione di Attilio Lolini); Di seconda virtù (Interno Poesia, 2017, prefazione di Gandolfo Cascio); Estività (Ensemble, 2018); A metà del passo (Nulladie, 2022); Teatro interiore (LFA, 2024). È autore di testi teatrali, tra i quali Salomè (A&B, 1995, con note di Renzo Paris e Francesco Scarabicchi) e curatore dei volumi antologici L’arcano fascino dell’amore tradito, tributo a Dario Bellezza (Giulio Perrone, 2006) e Umana, troppo umana. Poesie per Marilyn Monroe (Aragno, 2017) insieme ad Alessandro Fo. Ha curato, con Francesco Scarabicchi e Massimo Raffaeli, l’edizione postuma della raccolta di poesia di Dario Bellezza La vita idiota (LietoColle, 2007, con uno scritto di Enzo Siciliano) e nel 2018, insieme a Gandolfo Cascio, l’omaggio a Sandro Penna Dieci cento mille Sandro Penna, Florilegio per un poeta (Forme libere).
Laura Daddabbo nasce a Bologna. Dopo varie e prolungate esperienze all’estero e una lunga sosta in Sicilia, attualmente vive in Francia, a Perpignan. Laureata in Giurisprudenza, da qualche anno ha deciso di cambiare completamente campo d’interesse e di dedicarsi interamente alla fotografia, sua prima e mai sopita passione. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia, Regno Unito e Francia. Tra le ultime esperienze di rilievo, la mostra Siamo Agata | Le tétins de la résistance al Museo Jean Honoré Fragonard, Grasse (Francia), la copertina del romanzo Le Spietate di Claudia Cravens (NN Editore), la copertina e l’inclusione di alcuni lavori fotografici nella rivista internazionale «Fine Art Photo», n. 37.













