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Gian Franco Filippini

Ho preso tre testate

Memorie di un cronista tra «Il Gazzettino», «Il Giornale di Vicenza» e «Nuova Vicenza»
Collana: Fuori Collana
Anno: 2023
Nr. Pagine: 120
Isbn: 9791259971142

Scritte nei duri mesi della pandemia, queste originali rimembranze di un “cronista”, come Gian Franco Filipppini amava definirsi, costituiscono un breviario del giornalismo di provincia sul finire del secolo passato.

 

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in copertina un’opera di Pino Guzzonato

Scritte nei duri mesi della pandemia, queste originali rimembranze di un “cronista”, come Gian Franco Filipppini amava definirsi, costituiscono un breviario del giornalismo di provincia sul finire del secolo passato. La provincia di cui esse più spesso parlano, oltre ad essere visibilmente quella di Vicenza, si potrebbe far quasi coincidere con l’intero Veneto negli anni del suo maggiore sviluppo postbellico. Ed è nel Veneto degli anni ’70, ’80 e ’90 del Novecento in cui l’autore visse, che tutta la sua narrazione risulta ambientata. Ne esce un racconto ricco di aneddoti esemplari e di riferimenti puntuali a situazioni e a personaggi di un mondo d’antan ormai scomparso e stravolto dalla digitalizzazione, ma anche teatro di molte pratiche tipiche dell’informazione locale con i suoi molti vizi e con le sue piccole virtù. Non solo perché rievocate a partire dalle esperienze fatte lavorando nei tre fogli del titolo o perché tese a “sovvertire” alla guida di un settimanale inizialmente di successo come «Nuova Vicenza» le sorti del giornalismo padronale vigente in zona, ma anche perché testimonianza diretta di un percorso “possibile” da farsi e coronato dall’assunzione di significativi ruoli direttoriali, le memorie di Filippini assurgono al rango di fonte privilegiata per ricostruire vent’anni di giornalismo in Veneto e le parabole di alcune delle sue testate periodiche e quotidiane: con indubbio profitto per gli storici del settore e con auspicabile, ma prevedibile soddisfazione di chi le leggerà.

 

Gian Franco Filippini (1952-2022) tirocinante a neanche vent’anni, conseguita la maturità, prima al «Gazzettino» e poi al «Giornale di Vicenza», ne divenne per molti anni redattore collaborando anche con altre testate (come il settimanale «Vicenza oggi») sino ad assumere nel 1989 la direzione de «La Nuova Vicenza» fondata due anni prima da Franco Mognon e da lui portata al successo ma lasciata dopo una improvvida trasformazione in quotidiano nel 1991. Abbandonato il giornalismo attivo nel 1995 dopo ulteriori esperienze fatte ancora a Vicenza, a Padova e a Verona ( a «Vicenza Duemila» anche come editore, al «Mattino di Padova» e alla «Nuova Venezia» come redattore e infine a Verona come consulente della neonata «Cronaca» diretta prima da Paolo Pagliaro e poi da Giuseppe Brugnoli), nella seconda parte della sua esistenza si dedicò interamente all’antiquaria-to artistico andando a vivere con la moglie Giuliana a Negrar dove in seguito a un male incurabile è mancato nel febbraio del 2022.

“Se devo fare un bilancio conclusivo, nonostante gli alti e bassi che hanno accompagnato anche la mia esistenza, dico che sono stato un uomo moderatamente fortunato, che ha vissuto due vite. La prima da giornalista, scapolo, senza figli. La seconda da antiquarietto (come mi piace prendermi in giro), sposato e con due figli maschi. Il giornalismo è stata una passione. Chissà se sarò riuscito a spiegarlo ai lettori di queste pagine”.