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Émile Gaboriau

Il caso Lerouge

Collana: Dorsi di carta
Anno: 2022
Nr. Pagine: 380
Isbn: 9791259600455

«Compito del lettore è quello di scoprire l’assassino», diceva Gaboriau, «compito dell’autore è di mettere fuori strada il lettore».

16,00

Acquistabile in prevendita, in libreria dal 21 settembre

 

traduzione di Stefania De Matola

Nella ridente cittadina di Bougival, nei pressi di Parigi, da qualche giorno cinque anziane signore non hanno più notizie della loro vicina, la vedova Claudine Lerouge, che viveva sola in una casetta isolata. Preoccupate per questo insolito silenzio, decisero di andare a controllare di persona e trovarono la casetta immersa nel silenzio con porta e finestre sbarrate. L’insolito gruppetto bussò ripetutamente alla porta, ma della vedova Lerouge non c’era alcuna traccia. Tutto faceva pensare a una disgrazia, così che le cinque vicine si precipitarono immediatamente alla stazione di polizia. Gévrol, il capo della polizia, un funzionario ligio al dovere e tipico poliziotto di routine, e il suo giovane assistente Lecoq indagheranno su quello che si rivelerà subito un terribile omicidio. L’ispettore Lecoq proporrà di farsi aiutare nelle indagini dall’anziano Tabaret – detto Tirauclair perché arriva sempre a far luce anche nei casi più difficili – che nel suo tempo libero si diletta ad aiutare la polizia a risolvere i crimini. E sarà proprio lui, Tabaret, a svelare il torbido passato della vedova Lerouge e a scoprire l’identità del suo assassino. Émile Gaboriau, con il suo L’affare Lerouge (1866), è considerato l’ideatore del romanzo giudiziario e poliziesco. «Compito del lettore è quello di scoprire l’assassino», diceva Gaboriau, «compito dell’autore è di mettere fuori strada il lettore».

 

Émile Gaboriau (Saujon, 1832 – Parigi, 1873), nella vita svolse tra i più svariati mestieri. Molti critici lo considerano il padre del romanzo poliziesco, alle sue storie si è ispirato anche Arthur Conan Doyle, il quale spesso ripeteva: «Gli devo tanto di cappello». Edmond Locardi, criminologo degli anni Trenta, tracciò un parallelo tra Edgar Allan Poe ed Émile Gaboriau affermando che «per quanto riguarda l’inchiesta criminale, l’americano incarna il genio e il francese il talento. Il poliziotto di Poe è tutto intuizione; quello di Gaboriau è tutto esperienza, saggezza e pratica del mestiere».


Stefania De Matola laureata in matematica e diplomata in grafologia, coltiva da sempre l’amore per le lingue. Tra le sue ultime traduzioni: Le Diable au corps, di Raymond Radiguet (2021, Alter Ego edizioni); Ce cochon de Morin, di Ce cochon de Morin (2018, Alter Ego edizioni). È anche autrice di alcuni romanzi La mia grafologia (2016), Storie di donne matematiche (2014) e Scritto e letto (2012).

Illustrazione di Elsa Zaupa