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Marco Molinari

Il grande spettacolo di guardare in alto

Collana: Qui e altrove. Manifesti di poesia contemporanea
Anno: 2020
Nr. Pagine: 112
Isbn: 9788894911558

«I calciatori che amavo da bambino / erano quelli con i calzettoni tirati giù, / confusamente srotolati alle caviglie, / afflosciati sulle scarpette a formare / una specie di aureola ribelle. / Erano ali di sfrontati lucignoli, / erano Sivori, Meroni, Favalli, / angeli che qualcuno ha fatto precipitare / per divertirci e per insegnare / a noi bambini per la prima volta / a resistere, in quella corsa delicata, / nel sussurro del campo». Sembra quasi una dichiarazione di poetica questo frammento tratto da I calciatori, testo presente nella raccolta Seguiamo e accarezziamo, atto idealmente ad introdurre il nuovo lavoro di Marco Molinari, contenente versi composti tra il 2011 e il 2018. L’autore infatti predilige situazioni in cui l’elemento informale, alla stregua dei calzettoni abbassati dei calciatori descritti, è quanto mai tangibile (si ricordi, nella stessa raccolta, un suo stridente riferimento al figlio di Tex), al pari di quella sua fedeltà atta ad animare figure multiformi di reietti che cadenzano un’esistenza «che non consola, / che colpisce come un sicario alle spalle / e da cui non impariamo mai». (dall’introduzione di Pasquale Di Palmo)

12,00 9,60

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VersioneEbook

Se acquistato con Scena muta, una sorpresa…”in versi”!

 

Introduzione di Pasquale Di Palmo

«I calciatori che amavo da bambino / erano quelli con i calzettoni tirati giù, / confusamente srotolati alle caviglie, / afflosciati sulle scarpette a formare / una specie di aureola ribelle. / Erano ali di sfrontati lucignoli, / erano Sivori, Meroni, Favalli, / angeli che qualcuno ha fatto precipitare / per divertirci e per insegnare / a noi bambini per la prima volta / a resistere, in quella corsa delicata, / nel sussurro del campo». Sembra quasi una dichiarazione di poetica questo frammento tratto da I calciatori, testo presente nella raccolta Seguiamo e accarezziamo, atto idealmente ad introdurre il nuovo lavoro di Marco Molinari, contenente versi composti tra il 2011 e il 2018. L’autore infatti predilige situazioni in cui l’elemento informale, alla stregua dei calzettoni abbassati dei calciatori descritti, è quanto mai tangibile (si ricordi, nella stessa raccolta, un suo stridente riferimento al figlio di Tex), al pari di quella sua fedeltà atta ad animare figure multiformi di reietti che cadenzano un’esistenza «che non consola, / che colpisce come un sicario alle spalle / e da cui non impariamo mai». (dall’introduzione di Pasquale Di Palmo)

Il freddo pungente è arrivato

e ha punto anche il tuo orgoglio

quest’anno che la semina è misera

e tutti si dirigono da un’altra parte.

Ora non seminerò più, urla il contadino

ora terrò tutto per me in cantina

non permetterò a nessuno di entrare

nella chiusa porta.

Come sempre, gli altri e anche lui

sperano che presto si riconcilierà

disporrà gli anni sulla tavola

e la saggezza della terra tornerà a possederlo.

Intanto, i primi freddi radunano

i migratori sulle cime dei platani.

Marco Molinari è nato a Ca’ Vecchia di Sustinente, sul Po, in provincia di Mantova, nel 1958. Lavora nel settore dell’assistenza agli anziani. Ha pubblicato le raccolte di versi La corsa infranta (Polena, Milano 1987), Madre Pianura (La Vita Felice, Milano 2002), Seguiamo e accarezziamo (Il Ponte del Sale, Rovigo 2007), Città a cui donasti il respiro (Il Ponte del Sale Rovigo, 2016), tutte con prefazione di Milo De Angelis. È presente nell’antologia Poesia contemporanea. Quarto quaderno italiano (Guerini e Associati, Milano 1993). Ha collaborato ai libri collettivi La bella scola – l’inferno letto dai poeti canti VIII-XVII, a cura di Marco Munaro (Il Ponte del Sale, Rovigo 2004), Da Rimbaud a Rimbaud, a cura di Marco Munaro (Il Ponte del Sale, Rovigo 2004), In un gorgo di fedeltà – Dialoghi con venti poeti italiani, interviste di Maurizio Casagrande (Il Ponte del Sale, Rovigo 2006) e In calmissima luce. Con Giorgio Mazzon nel delta del Po (Il Ponte del Sale, Rovigo 2018). Dal 2013 cura una rubrica di recensioni poetiche sul quotidiano «La Voce di Mantova».

Finalista al Premio Internazionale Città di Como 2020