Leggi qualche pagina
Daniele Gorret

Il leopardino

Collana: Lietocolle
Anno: 2025
Nr. Pagine: 92
Isbn: 9791259972415

Fra gli innumerevoli scritti riguardanti il ‘Contino Giacomo’, questo Leopardino impressiona per l’esattezza del ritratto e per la documentatissima adesione alla sua vicenda umana e letteraria, costituendo una dichiarazione di ammirata partecipazione – finalmente libera dagli stereotipi che ne hanno frettolosamente e superficialmente definito l’immagine – e avvicinando nel contempo la propria testimonianza a quella del ‘poeta dell’Infinito’.

14,00

Davvero straordinaria è la capacità di Daniele Gorret nel prendere possesso del sé attraverso le alterità, senza forzature ma trasformando gli alias in un caleidoscopio di rappresentazioni – vive e viventi – che definiscono i confini sempre nuovi dell’uomo e dello scrittore, assai spesso coincidenti. Ma mai come in questa silloge l’autore trova piena identificazione ai propri significati, misurandosi con la figura – esistita – del Leopardi, con la quale Gorret sembra voler saldare un debito di riconoscenza e di somiglianza morale. Fra gli innumerevoli scritti riguardanti il ‘Contino Giacomo’, questo Leopardino impressiona per l’esattezza del ritratto e per la documentatissima adesione alla sua vicenda umana e letteraria, costituendo una dichiarazione di ammirata partecipazione – finalmente libera dagli stereotipi che ne hanno frettolosamente e superficialmente definito l’immagine – e avvicinando nel contempo la propria testimonianza a quella del ‘poeta dell’Infinito’.

[…] Se noi – per ipotetico potere –
vedessimo ora l’interno del palazzo
e a quel suo interno Giacomo che scrive,
vedremmo il corpo storto, inadeguato:
corpo che appare tutto in senso opposto
a corpo scelto proprio di guerriero,
uomo che vive fatto per la guerra,
corpo a Filippi o corpo a Salamina.

Il suo coraggio – lo sta provando adesso –
è d’ordine contrario sulla storia:
non forza di falangi non di schiere
non di quantità e non di valentìa.
È forza di solitudine assoluta
è potenza che arriva da affezione,
infermità ribaltata in dismisura […].

Daniele Gorret (Aosta, 1951) esordisce come narratore nel 1984 con Sopra campagne e acque (Guanda) cui sono seguiti una quindicina di testi in prosa, fra questi: All’Occidente inargentato (Il lavoro editoriale, 1987), La perfetta letizia (Sestante, 1992), Avventure di vita e avventure di morte di Silvano Ligéri (Manni, 1998), Eventi in un giorno di Emilio Tissot (Mobydick, 2000), Venticinque maniere per morire (End, 2006), la trilogia dedicata al personaggio di Anselmo Secòs (Malattie infantili, Pendragon, 2010; Errori giovanili, 2015 e Disinganni senili, 2018, entrambi pubblicati da peQuod) e Le contemplanze (2021, ancora pe-Quod). Fra le sue opere in versi: Che volto hanno (LietoColle, 2011, Premio “Il Meleto-Guido Gozzano”), Quaranta cit zioni per Anselmo Secòs (LietoColle, 2015, Premi Carducci e Rubiana-Dino Campana), Delle verità (Manni, 2021), Reliquie (Einaudi, 2023), Dalla vita (Ronzani, 2023). È autore di testi teatrali, intensa è anche la sua attività di traduttore di classici francesi, da Sade a Céline, Gide, Caillois, Malraux, Blanchot.

Ti potrebbe interessare…