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Valentino Bompiani

Il mestiere dell’editore

Collana: Storia e culture del libro. Documenta
Anno: 2022
Nr. Pagine: 178
Isbn: 9788894911992

Valentino Bompiani fu raffinato scrittore egli stesso, ed è ripubblicando la sua bellissima e mai ristampata ‘trilogia autobiografica’ – Via privata, Il mestiere dell’editore, e Dialoghi a distanza – che Ronzani aggiunge, con orgoglio e dedizione, un autore così speciale al suo progetto culturale.

14,00

 

Il mestiere dell’editore, uno dei tre libri di riflessione autobiografica di Valentino Bompiani, uscì nel 1988, molti anni dopo la cessione della sua casa editrice. È un percorso a ritroso, in cui il passato occupa la prima parte dell’opera, costituita da ritratti di editori che l’hanno preceduto, tra cui Sonzogno, Treves, Hoepli, Mondadori. Sono ritratti ideali, in cui scorre la nostalgia di un tempo che sentiva ormai finito: quello di una età dell’oro “artigianale”, che consentiva all’editore “protagonista” di orientare, con il suo gusto e la sua sensibilità, la scelta dei libri da pubblicare. “Quella editoria – scriveva pensando all’ineluttabile processo di concentrazione edito-riale, avviato a partire dagli anni ’70 – è destinata a scomparire tra i denti della macchina industriale”. Valentino Bompiani si sentiva più vicino a quegli editori che, dalla seconda metà dell’Ottocento fino alla prima metà del Novecento, avevano definito i cardini della modernità letteraria, piuttosto che a quelli che avevano dovuto adattarsi a un’ “età del marketing”, in cui quel “gioco d’anticipo” che tanto l’aveva appassionato gli appariva ormai estremamente ridotto. Il rimpianto per quell’editoria vive soprattutto nei ricordi che costituiscono la seconda parte dell’opera. Sono quelli che percorrono la sua autobiografia, Via privata, ma qui assumono un significato diverso, quasi un ponte che collega quei ritratti di editori alla sua personale esperienza: la fondazione della casa editrice nel 1929, l’ideazione di collane innovative, la realizzazione del Dizionario delle opere, la “scoperta” della letteratura americana, il fervore dei progetti del dopoguerra e l’incontro a Parigi, nel 1946, con Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Albert Camus, ma soprattutto l’incontro con gli autori italiani che per molti anni lo affiancarono, tra cui Vittorini, Piovene, Moravia, Bontempelli, Zavattini, Alvaro, e, dal 1959, Umberto Eco. Un “libro postumo”, come lo stesso autore lo definiva, ma ancora una delle più intense e appassionate riflessioni su un mondo editoriale che ha trasformato profondamente la cultura italiana del Novecento.

Lodovica Braida

PRESS

«Domenica – Il Sole24Ore»

“I libri li scrive qualcuno, che non è lui. Li stampa, normalmente, un altro, che non è lui. Li vende un terzo, che non è lui. Di suo, di se stesso, l’editore ci mette l’amore. Questo sentimento accompagna l’editore nella sua giornata, lo guida nella scelta, lo distingue e lo sostiene”.