Il mio Veneto e altri scritti (Ebook)
Collana: VentoVenetoDi lui si può dire di essere sempre stato onestamente e dichiaratamente di parte: la parte della democrazia, delle istituzioni, delle persone per bene. Anche denunciandone apertamente i difetti, quando necessario: non per qualunquismo di critica, ma per richiamare ciascuno al proprio ruolo.
€13,00
VersioneBrossura cucitaNel suo articolo di congedo dalla direzione lunga dodici anni del «Gazzettino», Giorgio Lago si definiva “il facchino del Nordest”: il suo ruolo di giornalista lo vedeva come quello di chi trasportava materiali, progetti, idee, per costruire l’immagine di un’area strategica per il Paese. A vent’anni dalla sua prematura scomparsa, questo libro si propone di restituirne l’essenza e la pluralità dell’immagine: a chi con lui ha compiuto lunghi tratti di strada, dal giornalismo alla politica, dall’economia alla società; ma anche a chi oggi, pur non avendolo conosciuto, si trova a tu per tu con un’informazione deformata, distorta, scadente e scaduta, in cui è arduo districarsi per capire quello che accade attorno a noi. Il libro è suddiviso in due grandi filoni portanti. C’è il Lago visto e raccontato da fuori, da chi ha intersecato la sua lunga strada: lo fa attraverso interviste da lui rilasciate, ma soprattutto attraverso la testimonianza di chi ha avuto il privilegio di frequentarlo, sia nel giornale che nella vita civile, tra personaggi dello sport e della società civile. E c’è poi, soprattutto, il Lago che esce dai suoi tantissimi scritti, da giornalista di sport a direttore di testata: una figura centrale per quel Nordest di cui è stato il più autorevole testimonial, e al tempo stesso un giornalista attento a registrare le trasformazioni della sua epoca, e a pungolare i lettori ma anche i responsabili della vita pubblica a coltivare quella passione civile che è stata la sua regola di giornalista e di uomo.
Giorgio Lago
nasce a Vazzola (Treviso) l’1 settembre 1937. Il giornalismo è la sua passione: un percorso che inizia nel 1963 a Milano, nella testata sportiva «Supersport» diretta da Gianni Reif, per poi passare a «Tuttosport». Nel 1968 torna in Veneto, dove come responsabile dei servizi sportivi de «Il Gazzettino» segue tra l’altro quattro edizioni delle Olimpiadi e cinque dei campionati mondiali di calcio. Nel 1984 viene chiamato a dirigere il quotidiano: ruolo che svolge per dodici anni, fino al 1996. Diventa poi editorialista di «Repubblica» e dei quotidiani locali del gruppo Espresso. Muore a Castelfranco Veneto il 13 marzo 2005.
A cura di
Francesco Jori padovano, classe 1946, è giornalista professionista. Ha lavorato al «Resto del Carlino», a «Il Mattino di Padova» e a «Il Gazzettino», di cui è stato inviato speciale e vicedirettore affiancando Giorgio Lago. Ha seguito la politica italiana ed estera e le vicende del Nordest, e da inviato ha coperto alcuni dei principali eventi di cronaca, dalla strage di Bologna
all’attentato alle Torri Gemelle. È autore di numerosi libri sul Nordest, tra i quali una Storia del Veneto (Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2018).
Francesco Chiavacci Lago (Castelfranco Veneto, 1972), laureato in giurisprudenza. Dopo la morte del padre Giorgio Lago, nel
giugno 2005 contribuisce a istituire e organizzare il Premio Giorgio Lago che fino al 2010 si svolgerà a Jesolo e poi a Castelfranco Veneto. Nel 2008, con i più stretti amici del padre, fonda l’Associazione Amici di Giorgio Lago di cui attualmente è vice-presidente. Dal 2021 fa parte del consiglio direttivo dell’«Associazione incontri con la Natura per la salvaguardia del Creato» intitolata al prozio don Paolo Chiavacci, e di cui diviene presidente nel 2024.













