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Mauro Sambi

La cometa alle Pale di San Martino

Collana: Strenne
Anno: 2025
Nr. Pagine: 36
Isbn: 9791259972804

15,00

L’autore di queste ‘riscritture’ si è domandato: è possibile congegnare un libro intimamente proprio, fatto tutto di poesie d’altri, nate in altre lingue e in quelle molto amate – appropriandosene con l’atto della traduzione? E come mutano il senso e le implicazioni del tradurre poesia, esercizio da sempre impossibile e perciò necessario, al tempo dell’intelligenza artificiale generativa? Esiste e, se esiste, dove sta uno specifico irriducibilmente umano di quella che è forse la forma più profonda di lettura, in grado di conservare un margine di vantaggio sulla traduzione algoritmica? Proprio nell’esperienza del testo? E il senso e il margine di tale vantaggio possono fondarsi – anche – sul rischioso confronto e sul dialogo con le care, grandi ombre (qui Contini, Vigolo, Traverso, Bertolucci, Campo, Pintor, solo per ricordarne alcune) che in passato si sono misurate sui medesimi – classici, spesso celeberrimi – testi? O invece emergere dal tentativo di evocarne l’aura sonora tramite la memoria soggiacente della grande musica (di Brahms, Britten, Finzi) che li ha scelti a pretesto? Più radicalmente: che cosa salva la poesia, e che cosa salva, della poesia, la traduzione? Si può tentare una risposta a queste e ad altre domande solo traducendo, in equilibrio sempre instabile tra lo svanire degli umani “alla cieca dall’uno I all’altro istante” (Hölderlin) e il tempo cosmico che si illumina nella “strana, svelta lucenza” delle stelle di Hardy. Sul crinale: “canto è Presenza” (Rilke).

*

Mauro Sambi (Pola, 1968) insegna Chimica generale e delle superfici all’Università di Padova. Ha pubblicato Di molte quinte vuote (Campanotto, 1998), L’alloro di Pound (Edit, 2009), Diario d’inverno (Lietocolle, 2015) e, con Ronzani Editore, Una scoperta del pensiero e altre fedeltà (2018), Quel tanto nella voce (2021), 14 sonetti di Shakespeare (con Isabella Panfido, 2022), Cura (2025, Premio LericiPea ‘Edito’).

Per Ronzani ha curato l’opera narrativa della scrittrice polese Nelida Milani (Di sole, di vento e di mare, 2019; Cronaca delle Baracche, 3 voll., 2021); Martin Muma del poeta rovignese Ligio Zanini (2022); A Fiume, un’estate (2022) e Dizionario fiumano passato minimo (2023) dello scrittore fiumano Ezio Mestrovich, e Arianna a Nasso di Hugo von Hofmannsthal (2024).

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