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Jan Tschichold

La forma del libro

venticinque risposte sul libro e la tipografia
Collana: Typographica. Storia e culture del libro
Anno: 2021
Nr. Pagine: 248
Isbn: 9788894911473

16,00

La forma del libro è un classico della letteratura tipografica, opera di uno dei più importanti e influenti tipografi del Novecento: Jan Tschichold.

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introduzione di Lucio Passerini
tavole di Sergio Decimo Cantele

La forma del libro è un classico della letteratura tipografica, opera di uno dei più importanti e influenti tipografi del Novecento: Jan Tschichold.

Questa nuova edizione è interamente riveduta, sia nel testo, che nelle tavole illustrative, e recupera titolo e struttura della prima edizione (Basilea, 1975): un piccolo formato, quasi manuale tascabile da avere con sé in ogni occasione, e l’eloquente sottotitolo di “venticinque risposte sul libro e la tipografia”. Elementi che rivelano immediatamente la natura del testo: una raccolta di brevi saggi che coprono un lungo arco di tempo e nei quali l’Autore ci offre la summa della sua esperienza, illustrando in maniera chiara e con stile brillante ogni aspetto della progettazione e dell’impaginazione di un libro, e fornendo a tutti – non solo agli esperti della materia – una serie di nozioni ben argomentate e convincenti.
A rendere questo libro speciale sono non solo le pagine più tecniche, ma anche le illuminanti pagine in cui l’Autore riflette sull’esperienza della lettura, un aspetto spesso trascurato, ma che deve essere il fine ultimo del lavoro di un bravo progettista di libri: “servitore leale e sensibile della parola scritta”.


Jan Tschichold (Lipsia, 1902 – Locarno, 1974) è uno dei più importanti tipografi e book designer del XX secolo.
Esponente di punta del Modernismo, pubblica nel 1928 la sua celebre opera Die neue Typographie (La nuova tipografia, di cui Ronzani ha in preparazione la prima edizione italiana), nella quale enuncia e illustra i principi della tipografia e del design modernisti: impaginazioni asimmetriche e dinamiche, utilizzo di elementi geometrici per rinforzare la struttura e la tensione della pagina, impiego dei caratteri senza grazie (sans serif o grotesque).
A partire dal 1932 perde gradualmente fiducia nelle sue rigide convinzioni moderniste, fino a criticarle apertamente e a fare ritorno ai principi ‘classici’ della tipografia e del design del libro.
Nel 1933 fugge dalla Germania nazista per trasferirsi in Svizzera e poi a Londra, dove lavora come supervisore della progettazione grafica presso la casa editrice Penguin.
Di nuovo in Svizzera, nel 1967, alla fine di una lunga e gloriosa carriera, si dedica anche al disegno del carattere Sabon.

Un bravo progettista di libri è “servitore leale e sensibile della parola scritta”.