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L’Italia moderata

Collana: Fuori Collana
Anno: 2024
Nr. Pagine: 136
Isbn: 9791259971845

Alla vigilia dei 25 anni di vita del Circolo Veneto la Scuola di Formazione politica suscita in chi vi partecipa lo stesso entusiasmo e capacità di sorpresa dei primi giorni. In molti ce lo stanno riconoscendo. C’è una ricetta segreta per questo successo e per questa longevità? Forse sì: continuare a crederci, a proporre con costanza la nostra agenda di incontri, nella consapevolezza che alla nostra società serve ancora un’agorà, un luogo fisico per ritrovarsi, condividere pensiero, approfondire, confrontarsi e imparare. Sono verbi che non possiamo dimenticarci di usare e declinare.

Cesare Campa

€12,00

 

 

Il ciclo di incontri della Scuola di Formazione politica 2022-2023 del Circolo Veneto è stato dedicato a “L’Italia moderata”, ossia quella certa idea d’Italia che vuole che il progresso non distrugga la tradizione, che ama l’industria ma non vuole abbandonare l’agricoltura, che non sopporta di essere considerata modesta da una cultura saccente e con il dito ammonitore costantemente alzato, che vuole una sintesi fra pubblico e privato e tra Stato e Chiesa. La Scuola ne ha ripercorso la Storia, tra il 1945 e il 1993, ospitando studiosi di varia estrazione e tratteggiando un quadro complesso e ricco di sfumature, il cui sfondo è stato caratterizzato dal rispetto della tutela delle libertà individuali e dalla centralità di una convivenza civile e rispettosa. Dopo il primo incontro introduttivo coordinato da Paolo Feltrin e dedicato alla recente ascesa elettorale di Fratelli d’Italia, Giuseppe Parlato si è intrattenuto sul rapporto tra l’“antifascismo e l’Italia moderata”, offrendo una panoramica generale che è divenuta il tessuto connettivo dei successivi colloqui.  Gerardo Nicolosi ha affrontato il poliedrico mondo dei “liberali”. Vera Capperucci ha esaminato la “Democrazia Cristiana”. Andrea Ungari si è soffermato sul caleidoscopio delle “destre e dei monarchici”, mentre Silvio Berardi ha evidenziato come il percorso di costruzione di un’Europa unita abbia trovato la propria casa naturale nei “repubblicani”. Quindi, è stato Marco Cuzzi a spiegare il ruolo del “Partito Socialista” e, infine, al noto politologo Giovanni Orsina è stato chiesto di attualizzare questo percorso formativo, dialogando con il pubblico sul ruolo odierno dei partiti e sulla tradizione che rappresentano. Il testo che qui trova gestazione è alquanto differente dai precedenti, offrendo una qualità che lo paragona più ad un vero e proprio volume che ad un semplice pamphlet. Ci può servire per comprendere il presente. Non è stato un compito facile, ma confidiamo di essere riusciti a stuzzicare l’interesse del nostro pubblico (e dei nostri lettori) e a mantenere elevate le aspettative.