L’ultimo miracolo
Attraverso le storie e le memorie della “povera gente”, il racconto-saggio di Siviero si dipana in una rete di storie vere: figure simboliche e memorabili, vite umili che raccontano un’intera epoca italiana, sogni individuali travolti e trasformati dal vento collettivo della Storia.
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L’ultimo miracolo è il racconto-saggio dell’ultima stagione di fiducia e speranza del secondo dopoguerra nella provincia veneta, quando i bombardieri americani annunciarono inconsapevolmente l’arrivo di una rivoluzione tecnologica, sociale e culturale destinata a cambiare per sempre il volto del Paese.
Dalla civiltà contadina, solidale e religiosa, si passò a quella della fabbrica e dei consumi: la lavatrice in casa, i supermercati, la televisione, l’asfalto e il cemento armato trasformano paesaggi, abitudini, linguaggi e mentalità. Attraverso storie e memorie di un paese pedemontano, il libro segue le vicende della «povera gente» che affida alla «roba» e ai soldi la speranza di una via d’uscita dalla miseria materiale e spirituale. La trasformazione investì vita domestica, fede, lavoro, studio, viaggi, relazioni: la modernità penetrò con forza nelle scuole di massa, nelle case, nelle strade, imponendo nuovi valori e modelli.
Il miracolo economico liberò dalla miseria, ma alimentò l’illusione che ricchezza e progresso potessero risolvere ogni contraddizione. Sullo sfondo, il Paese visse una metamorfosi profonda: alti esempi di eroismo e cultura convivevano con grettezza e nichilismo, perché la risposta alla storia resta sempre individuale. Emblematica la vicenda del Vajont, concentrato di fiducia nel progresso e tragedia dell’approssimazione, dove il profitto prevalse su verità e responsabilità. Nella favola finale del rovere e dello spino retico si rivela il messaggio profondo del libro: la vera crescita è quella interiore, la sola capace di orientare il futuro.
Fabio Siviero, veronese di nascita, vicentino di adozione, si laurea in pedagogia nel 1995 a Verona. A partire dal 2000 lavora come docente nei Licei della provincia di Vicenza. Attualmente insegna filosofia e storia presso il Liceo Brocchi di Bassano del Grappa. È stato consulente culturale della Rassegna “Senza orario e senza bandiera” di Breganze. Dal 2024 è Presidente della Commissione cultura del Comune di Breganze. Tra le sue pubblicazioni: El cafè col bachetèlo (Gianni Bussinelli Editore, 2014), L’Ultima stagione (Ronzani Editore, 2021).
Il forno del pane le faceva sempre venire in mente i santi del paradiso, la vita eterna e la Grazia di Dio, forse perché l’entrata del forno si chiamava ‘altare’ e la volta interna del forno si chiamava ‘cielo’. E forse perché il profumo è qualcosa che si sente ma non si vede… Tra tutti i ricordi, comunque, quello del profumo del pane, per chi l’ha mai provato, è certamente quello che ri rievoca con più dolorosa nostalgia.
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Prossimi appuntamenti
24 giugno 2026, alle 20,30 | Casa Lelia | Valdagno










