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Mauro Sambi

Quel tanto nella voce

Poesie 1994-2020
Collana: Poesia
Anno: 2021
Nr. Pagine: 368
Isbn: 9788894911800

Da una posizione volutamente decentrata e periferica Mauro Sambi esplora territori desueti, mirando – in una prospettiva archeologica – al rinvenimento delle sedimentazioni culturali, storiche ed emotive che le vicende umane attraggono in sé nel loro intrecciarsi, mediante un’interrogazione dolente sul senso del tempo e del suo costante declinare.

28,00

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con una postfazione di Matteo Vercesi
e una lettera di Luigi Bressan

Da una posizione volutamente decentrata e periferica Mauro Sambi esplora territori desueti, mirando – in una prospettiva archeologica – al rinvenimento delle sedimentazioni culturali, storiche ed emotive che le vicende umane attraggono in sé nel loro intrecciarsi, mediante un’interrogazione dolente sul senso del tempo e del suo costante declinare. Tale orizzonte estetico è segno di una dislocazione identitaria, di un senso di inappartenenza che da personale e privata – cifra di un esodo e di uno sradicamento insiti nella ‘geografia mentale’ istriana, i quali rinvengono il proprio approdo esclusivamente nella resistenza della lingua – assume statuto ontologico, perché in fondo il costante confliggere di ciò che fu e di ciò che è genera la preclusione al possesso del reale. Un punto di intersezione tra il chimico studioso delle superfici e il poeta sembra essere rappresentato dallo spazio topologico. In Sambi il reale incarna, proprio come in topologia, un’accezione di ‘vicinanza’ che è la più debole possibile; le forme trapelano dai versi con nitida precisione ma, paradossalmente, più sono evidenti meno possono essere definite nelle loro rimodulazioni, contrassegnate da plurimi ‘intorni’, come in un insieme aperto. La chiave di volta su cui si regge l’architettura dei versi si imprime così, come su pietra, in una visione dell’esistere che sarebbe stata cara a Benjamin, perché pone in luce un presente che è sempre, immancabilmente e inesorabilmente, metafora del passato.

 

Mauro Sambi (1968) è nato e cresciuto a Pola, nella comunità italiana autoctona dell’Istria. Vive a Padova dal 1987, dove è docente di chimica generale e inorganica all’università. Ha pubblicato Di molte quinte vuote (Campanotto, Pasian di Prato, 1998), L’alloro di Pound (Edit, Fiume, 2009), Diario d’inverno (Lietocolle, Faloppio, 2015), Una scoperta del pensiero e altre fedeltà (Ronzani Editore, Vicenza, 2018). Ha firmato la prefazione a Graspi (Edit, Fiume, 2013) e la postfazione a sfisse (Cofine, Roma, 2016), l’opera in versi in dialetto istroromanzo di Loredana Bogliun. Per Ronzani Editore ha curato l’edizione dell’opera narrativa di Nelida Milani (Di sole, di vento e di mare, 2019; Cronaca delle baracche, 3 voll., 2021), e del romanzo Martin Muma di Ligio Zanini, di prossima uscita. Alla sua attività letteraria è dedicato un capitolo de Le parole rimaste, Storia della letteratura italiana dell’Istria e del Quarnero nel secondo Novecento a cura di N. Milani e R. Dobran (Edit, Fiume, 2010).