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Zelda S. Zanobini

Scarpe di vetro

Collana: Lietocolle
Anno: 2024
Nr. Pagine: 108
Isbn: 9788878489820

12,00

Nel saggio Le dee dentro la donna, la psichiatra e analista junghiana Jean Bolen definisce – attraverso i riferimenti alle figure archetipiche di Sekhmet e Khali – il principio dell’Ira Trasformatice, simbolo dell’indignazione e della rabbia in situazioni nelle quali prevale l’ingiustizia. Viene così a generarsi uno stato di collera di fronte all’intolleranza e all’indifferenza verso la sofferenza altrui, e sono – tipicamente – le donne ad infuriarsi e a protestare contro l’inammissibile […] Il pensiero corrente attribuirebbe alla sola stagione adolescenziale e giovanile la liceità dello stato di rabbia, nonostante il saggio di Bolen, osservi ancora che “nella folta schiera delle divinità archetipiche, alcune di esse, soprattutto quelle legate alla saggezza, sembrano attivarsi nelle donne quando raggiungono la maturità”. Non è quest’ultimo il caso di Zelda, il cui sentire indignato – lo ha sottolineato più volte – esiste da sempre; tuttavia la sua la decisione di scriverne in versi, recente, in qualche modo ci autorizza ad avvicinare a questa condizione anche Scarpe di vetro, con le sue nove sequenze riferite ad altrettanti moti del disgusto che l’autrice riserva agli sfregi perpetrati dall’uomo ai danni del bello e del bene. (dalla prefazione di Augusto Pivanti)

Eccomi sulla rupe, guardo giù
vedo la strada e la mia bocca
colare le parole
quanto sole
non che possa
farmi gridare meglio dire meno
chiudermi la gola con un laccio o aprirla in due

Zelda S. Zanobini (Pisa, 1963) è laureata in Ingegneria, e dal 1989 lavora nell’Industria. Risiede a Firenze ma opera altrove, principalmente in Veneto. La rivista di poesia comparata «Semicerchio» ha pubblicato alcune sue poesie nel 2006 e 2007; negli anni successivi altri testi in poesia e narrativi sono stati inclusi in varie pubblicazioni. Nel 2020 ha partecipato al progetto “Oikos, poeti per il futuro” a cura di Stefano Strazzabosco (Mimesis, Milano). Nel 2021 è uscita la sua prima silloge, Bianco (Transeuropa, Massa), mentre è del 2022 l’opera Non era l’ombra di niente pubblicata dall’editore Il ponte del Sale di Rovigo. Nel 2023 è uscito il suo terzo libro, Spine, spine (Zona Contemporanea, Genova).