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Tra cultura e mercato

Storie di editoria contemporanea
Collana: Typographica. Historica
Anno: 2022
Nr. Pagine: 208
Isbn: 9791259970077

Nove contributi, nove storie diverse di editoria tra Otto e Novecento, da Michele Lessona a Jules Verne, passando per Aldo Sorani, Einaudi e Massimo Bontempelli; ma si parla anche di Nathan Never, il personaggio inventato per la Bonelli, di graphic novel in generale, di editoria ad alta leggibilità.

19,00

a cura di Arianna Leonetti

A carriera ormai tramontata Valentino Bompiani scrisse di aver scelto di fare l’editore perché il suo desiderio più grande – dopo una vita segnata da lutti e trasferimenti – era quello di vivere in una casa comune con quelli che amava. È la definizione più asciutta e romantica e veritiera di cosa voglia dire fare (coscientemente) il mestiere dei libri. Un mestiere bello e mai semplice, sempre diviso tra cultura e mercato, tra otium e negotium. E tutti i protagonisti dei saggi di questa raccolta sono legati da questa stessa volontà e passione editoriale. Nove contributi, nove storie diverse di editoria tra Otto e Novecento, da Michele Lessona a Jules Verne, passando per Aldo Sorani, Einaudi e Massimo Bontempelli; ma si parla anche di Nathan Never, il personaggio inventato per la Bonelli, di graphic novel in generale, di editoria ad alta leggibilità.

 

Arianna Leonetti è dottore di ricerca in Storia e Letteratura dell’età moderna e contemporanea. Fa parte del CRELEB (Centro di ricerca Europeo libro, editoria, biblioteca) e del comitato scientifico del progetto “Libri Ponti di Pace” per l’accrescimento e il riconoscimento del patrimonio librario e culturale delle biblioteche francescane gerosolimitane. Attualmente è docente di Marketing del prodotto editoriale per il corso di laurea magistrale in Filologia Moderna dell’Università Cattolica di Milano ed è caporedattore de “L’Almanacco Bibliografico”, bollettino trimestrale di informazione sulla storia del libro e delle biblioteche in Italia.

A carriera ormai tramontata Valentino Bompiani scrisse di aver scelto di fare l’editore perché il suo desiderio più grande era quello di vivere in una casa comune con quelli che amava.