Un uomo che sapeva vedere
L’autobiografia del più grande designer di tessuti italiano; amico intimo di Versace e Armani, ha contribuito all’incanto del made in Italy.
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C’è chi sa scorgere ciò che sfugge agli altri, trasformando ogni esperienza in un’occasione di bellezza: così è stato per Giuseppe Menta, che nella sua vita ha saputo coniugare talento innato e determinazione per costruire, passo dopo passo, un percorso imprenditoriale e creativo unico.
Nato e cresciuto in una Como ricca di fermenti, soprattutto nel settore tessile, Menta iniziò la propria attività in un periodo difficile, alla fine della Seconda guerra mondiale; dopo un avvio faticoso, portò avanti il proprio progetto – fondato sulla sperimentazione e sull’indagine di sé sul piano esistenziale e professionale – durante il boom economico degli anni ’60 e ’70 e poi negli ultimi decenni del secolo, fino alla recente consacrazione.
Definito con autorevolezza “il nostro migliore stilista di tessuti”, ha incarnato un modello di uomo e di artista fondato su una cultura di profonda umiltà e su modi di fare d’altri tempi. La sua sensibilità naturale, radicata in un sentito patrimonio di valori, si rifletteva in una cortesia e in una gentilezza che erano per lui fondamentali norme di convivenza sociale.
Se si volesse racchiudere la sua vita in una parola, la più adatta sarebbe “inventore”: inventore di segni, colori, forme ed emozioni, sempre pronto a mettersi in gioco con passione e creatività; convinto che la vera gioia risieda nel saper “iniziare da capo” ogni volta, perché la bellezza della vita sta proprio nel “cominciare, sempre, ad ogni istante”.
Giuseppe Menta (Cremona 1937 – Como 2024) è stato un disegnatore, studioso di tecniche del colore, creatore di tessuti. Negli anni ’50 iniziò a lavorare nelle stamperie comasche seguendo corsi serali di disegno; assunto da Bordogna come disegnatore di tessuti, cominciò a creare modelli in esclusiva per aziende di prêt-à-porter (Max Mara) e sarti dell’alta moda (Versace, Armani). Nel 1974 fondò la propria azienda, sviluppando soprattutto il settore della ricerca tessile e producendo stoffe dai colori naturali non inquinanti; nel 1992 varò il marchio ecologico “Menta Veste Natura”. Negli ultimi anni si dedicò anche a una collezione di gioielli che riscosse consensi e successo. Dopo aver insegnato al Royal College di Londra e all’Istituto Ripamonti di Como, tenne un laboratorio di progettazione grafica alla facoltà di design del Politecnico di Milano.
Vincenzo Guarracino, poeta, traduttore critico d’arte e letterario, è nato a Ceraso (SA) nel 1948 e vive a Como. È autore di raccolte di poesie (come L’Angelo e il Tempo e altri poemetti, Book Editore, 2022), e di saggi, come Guide alla lettura di Verga (Mondadori, 1986) e Leopardi (Mondadori, 1987 e 1998), oltre che di edizioni critiche di entrambi gli autori. Ha curato, tra le altre, la traduzione dei Lirici greci (Bompiani, 1991), dei Canti Spirituali di Ildegarda di Bingen (Demetra, 1996) e dei Poeti latini cristiani dei primi secoli (Mimep Docete, 2017). Collabora con «Avvenire», «L’Osservatore romano» e riviste (cartacee e online).
C’è chi sa scorgere ciò che sfugge agli altri, trasformando ogni esperienza in un’occasione di bellezza: così è stato per Giuseppe Menta, che nella sua vita ha saputo coniugare talento innato e determinazione per costruire, passo dopo passo, un percorso imprenditoriale e creativo unico.
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