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Sonia Residori

«Una causa per cui combattere»

La Resistenza nelle fabbriche venete e gli scioperi del marzo 1944 nel Vicentino
Collana: Fuori Collana
Anno: 2025
Nr. Pagine: 236
Isbn: 9791259971951

“Il giorno prima avevano già arrestato quattro operai: Marzotto Aldo, Cocco Luigi, Erminelli Cesare e Carlotto Umberto. La propaganda tedesca diceva che era stato il padrone della Pellizzari a organizzare lo sciopero perché non voleva che questi operai andassero via dal lavoro e invece lui era andato a Milano e aveva telefonato per farci rimanere a casa. Ma lo sciopero era stato già fatto: le SS avevano già arrestato i quattro martiri. Poi hanno chiesto all’ingegnere chi prendere e lui ha risposto di prendere i ritardatari. Siamo stati presi in 28. Ci hanno trasportato a Carpi-Fossoli. Ci hanno messi in fila, c’erano due soldati delle SS che ci sorvegliavano, un interprete ci chiedeva il nome e il numero. Risposi: «De Marzi Romeo n. 47». Poi ci hanno spedito in Germania. Ancora adesso mi sveglio di notte e durante il giorno penso a quando mi hanno portato via, penso a Mauthausen…”.

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1° marzo 1944: sciopero generale della classe operaia italiana. Nei mesi precedenti regolari e diffuse astensioni dal lavoro avevano già riguardato il Veneto e il Nord Italia, dove la manodopera, ostile ai trasferimenti forzati e provata dalle condizioni di lavoro e dalle difficoltà alimentari, metteva così in atto una vera e propria forma di Resistenza all’occupazione tedesca.
In Veneto le astensioni dal lavoro si verificarono un po’ ovunque, con motivazioni e modalità differenti nelle varie città e tra centri industriali: se nel Padovano e nelle fabbriche di Marghera le proteste furono contenute e poco efficaci, nel Vicentino l’astensione dal lavoro diede risultati importanti, in particolare a Schio e a Valdagno. «Una causa per cui combattere» ricostruisce le vicende operaie dei due centri industriali a partire dalla loro storia di opposizione al regime fascista, rilevando il ruolo attivo delle donne nei rispettivi episodi di Resistenza operaia; ripercorre quindi, in parallelo, gli eventi legati allo sciopero delle Officine Pellizzari del 28 marzo 1944 e al loro tragico epilogo: l’esecuzione di quattro operai nel Castello di Montecchio Maggiore e la deportazione a Mauthausen di altri ventuno.
In appendice al volume la testimonianza di Romeo de Marzi, coinvolto nelle vicende della Pellizzari, e il Diario di Giovanni Cracco, un lavoratore coatto partito per la Germania nel maggio 1944, insieme a una nutrita galleria di immagini e documenti d’epoca.

Sonia Residori, dottore di ricerca in Storia economica presso l’Università degli Studi di Verona, è docente a contratto presso l’Università degli Studi di Padova. Si occupa di demografia storica, storia sociale e storia delle donne, oltre che di tematiche legate alle vicende del fascismo e ai due conflitti mondiali del Novecento. Ha pubblicato, tra gli altri, i saggi E all’alba venne il gelo. La deportazione di quattro fratelli nei lager nazisti; Il massacro del Grappa. Vittime e carnefici del rastrellamento (20-27 settembre); Nessuno è rimasto ozioso. La prigionia in Italia durante la Grande Guerra; Sovversive, ribelli e partigiane. Le donne vicentine tra fascismo e Resistenza (1922-1945)

 

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