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Vedere, Pasolini

Collana: engrammasaggi
Anno: 2022
Nr. Pagine: 468
Isbn: 9791259970756

In questo libro si vuole fare il punto su un repertorio diverso e per Pasolini tanto più problematico, quello dell’espressione artistica a lui contemporanea. 

34,00

Acquistabile in prevendita, in libreria dal 3 novembre

 

A cura di Andrea Cortellessa e Silvia De Laude

 

A posteriori rievocherà Pasolini la sua «fulgurazione figurativa» – come sulla strada di Damasco – all’Università di Bologna, nella «notte senza più una luce» della guerra fascista. Quella di Roberto Longhi che accende le figure di Masolino e Masaccio, per lui, fu «semplicemente la Rivelazione». Da allora l’immagine sarà sempre la compagna, neppure segreta, delle sue parole: un doppio che preesiste e innesca, o viceversa subentra e adempie, comunque «struttura che vuol essere un’altra struttura». Se sinora gli studi si sono per lo più concentrati sulla «forza del passato» della tradizione pittorica, che tanto ha nutrito il cinema di Pasolini, in questo libro si vuole fare il punto su un repertorio diverso e per lui tanto più problematico, quello dell’espressione artistica a lui contemporanea. Dagli anni Sessanta Pasolini si confronta con una molteplicità di media e generi, dalla «poesia visiva» al reportage fotografico sino al fumetto, reinventando format ancora incerti come il film di montaggio o l’iconotesto (quale avrebbe voluto fosse anche l’opera estrema, Petrolio). Quello che ci guarda da questa specola è un Pasolini diverso da come lo abbiamo visto sino a oggi: sottratto alla macchina mitologica che, dall’indomani della sua morte, s’è impossessata di un’opera molto più ricca e strana di come la si è per lo più banalizzata. Il corpo di luce nel quale lo ha trasformato l’amico Fabio Mauri – in Intellettuale, a Bologna nel maggio del fatale ’75 – ha fatto dello stesso Pasolini un’immagine. Così realizzando quella transustanziazione, quel trasumanar del corpo in opera, dell’opera in corpo, che da sempre era il suo ideale. Davvero una rivelazione.

 

Andrea Cortellessa è nato a Roma nel 1968. Insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Roma Tre. Ha pubblicato saggi e antologie, curato testi di autori italiani del Novecento e contemporanei, realizzato trasmissioni radiofoniche e televisive, spettacoli teatrali e musicali. Fra i suoi ultimi libri, la nuova edizione ampliata di Le notti chiare erano tutte un’alba. Antologia di poeti italiani nella Prima guerra mondiale (Bompiani 2018), Il libro è altrove. 26 piccole monografie su Giorgio Manganelli (Sossella 2020), Andrea Zanzotto. Il canto nella terra (Laterza 2021) e Abitare, Zanzotto (Aragno 2021). È nella redazione della rivista «il verri» e tra i fondatori di «Antinomie. Scritture e immagini»; collabora ad «Alias» del «manifesto», a «Tuttolibri» della «Stampa» e altre testate.

Silvia De Laude filologa romanza di formazione, ha insegnato all’Università di Milano Bicocca e all’Università di Ginevra. Fa parte della redazione della «Rivista di Engramma», è membro del Comitato scientifico degli «Annali della Fondazione Gramsci» e della Fondazione Giuliano Scabia di Firenze. Ha curato, fra l’altro, l’edizione del discorso Del romanzo storico e, in genere, de’ componimenti misti di storia e d’invenzione per l’“Edizione Nazionale ed Europea delle Opere di Alessandro Manzoni” (2000) e, con Walter Siti, l’edizione delle opere complete di Pasolini per i “Meridiani” Mondadori (1998-2003). A Pasolini, ha anche dedicato I due Pasolini. «Ragazzi di vita» prima della censura, Carocci 2018 e La rondine di Pasolini, Mimesis 2018. Con Marco Delogu e Andrea Cortellessa, ha curato la mostra Pasolini. Ipotesi di raffigurazione (Roma, 2022).