Leggi qualche pagina
Gian Piero Brunetta

Veneto capitale del cinema e della visione

Dal cannocchiale di Galileo al cinema di Mazzacurati
Collana: Intrecci. Saggi di storia
Anno: 2026
Nr. Pagine: 436
Isbn: 9791259971876

Un viaggio straordinario alla scoperta delle nostre radici visive, per ricordarci che molto prima dell’invenzione dello schermo, l’uomo aveva già imparato a viaggiare con lo sguardo e a sognare a occhi aperti.

34,00

Il Veneto è stato per secoli un laboratorio unico di civiltà e cultura. A partire dall’uso pubblico del canocchiale da parte di Galileo, passando per il primo Laboratorio Sperimentale universitario creato a Padova da Giovanni Poleni, le scienze e lo spettacolo iniziano tra Venezia, Padova, Bassano. Un cammino comune che vede svilupparsi nel corso dei secoli una vera e propria inedita civiltà della visione. Una civiltà che darà vita a una nuova specie umana di viaggiatori nelle immagini, che si avvale di un enorme numero di venditori di stampe popolari prodotte a Bassano dai Remondini e diffuse in tutta Europa. E da un numero altrettanto ampio di piccoli impresari di spettacoli ottici con le lanterne magiche o i Pantoscopi. Nel Novecento il cinema è apparso come il mezzo comune più rapido per affacciarsi alla modernità. E in tutte le città venete il pubblico ha risposto in massa al richiamo delle prime sale dai nomi paradisiaci e luminosi come Eden, Splendor, Lux e Cinema Paradiso.

Con la lucidità dello storico e la sensibilità del narratore, Gian Piero Brunetta intreccia tra loro le vicende del territorio e quelle del cinema; racconta come la settima arte sia stata testimone del mutare di un’epoca – nelle trasformazioni del paesaggio e della società – e in quale misura abbia contribuito, al tempo stesso, a formarne l’immagine: grandi maestri e memorabili storie, ambientate in laguna e tra le pianure venete, hanno offerto prospettive e nuove visioni su un mondo in continua e rapida evoluzione agli intellettuali e scrittori che in un certo momento hanno incontrato il cinema e offerto un loro importante contributo creativo. Ne emerge un affresco in cui il Veneto diventa fucina, bottega e fabbrica di talenti, luogo di memoria, meridiano, con la Mostra del cinema di Venezia, del cinema mondiale e capitale ideale di un immaginario cinematografico che ha saputo parlare al Paese e oltre.

Tra forza creativa, entusiasmi e contraddizioni, questa è la storia di come la lente della macchina da presa abbia contribuito a fare del Veneto una capitale simbolica del nostro tempo.

Gian Pietro Brunetta emerito di Storia del cinema all’Università di Padova; ha insegnato in Francia, Spagna e Stati Uniti. Tra i suoi lavori la Storia del cinema italiano (1979-1982, più volte aggiornato), Buio in sala (1989), Cent’anni di cinema italiano (1991), Il viaggio dell’Icononauta (1997), Guida al cinema italiano (2003, ripubblicato nel 2024 conil titolo Il cinema italiano. Una storia grande), La Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 1932-2022 (2022), Pasolini e il cinema (2025).
Per Einaudi ha curato la Storia del cinema mondiale (1999-2001) e il Dizionario dei registi del cinema mondiale (2005-2007). Ha collaborato per vent’anni con «Repubblica», con Gianfranco Mingozzi per Storie di cinema e di emigranti e con Ettore Scola per Splendor. Nel 2017 ha vinto il Premio Feltrinelli dei Lincei e nel 2020 il Premio Acqui Storia Divulgazione.

«Venezia e il Veneto sono promosse a capitali della visione popolare fin dal momento in cui Galileo e il suo cannocchiale provocano una rivoluzione nei saperi. Nel primo cinema confluisce poi il desiderio di spingersi verso nuove frontiere per ritrovare il senso di magia e meraviglia. Tutte le strade per me partono e tornano a Venezia: stella polare d’una storia della visione e del cinema che arriva fino a Carlo Mazzacurati, il regista che con più continuità è andato alla ricerca dello spirito profondo della sua terra».

Press kit

** ** **

Prossimi appuntamenti

4 maggio 2026, alle 20,30 | Cinema e Cineforum | Breganze

** ** **

«C’è un prima e un dopo nell’approccio di Gian Piero Brunetta alla storia della visione. Lo spartiacque è un romanzo, 𝘚𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘛𝘰̈𝘯𝘭𝘦 di Mario Rigoni Stern, anno 1978. «Scopro questo personaggio che nasce ad Asiago ma fa parte di un’enorme schiera di ambulanti che girano per l’Europa a vendere stampe e sono legati alla storia della visione di cui cominciavo proprio allora a occuparmi. È un’illuminazione». Brunetta […] capisce allora che l’occhio va spostato un po’ più in là, il cannocchiale va puntato sul passato a inquadrare il pioniere per eccellenza, Galileo Galilei» | intervista a Gian Piero Brunetta di Sara D’Ascenzo per il «Corriere di Verona»